Wolfenstein.. quando un remake di un remake non ha senso di esistere

Wolfenstein.. quando un remake di un remake non ha senso di esistere

Purtroppo avviene sempre più di frequente che una casa produttrice decida di prendere un brand che ha spopolato negli anni 90, e cerca di riportarlo in voga ai giorni nostri, contando appunto sui giocatori “vecchia scuola”, cercando di catturarne l’attenzione, per un “tuffo nel passato”..

Ma come la maggior parte delle volte avviene, un qualcosa che è passata, è passata e basta. Lasciatela la nei ricordi, dove mantiene il suo bel cassettino intonso e luccicante, che lascia quel retrogusto di piacevolezza ogni volta che lo si “apre” pensando al passato..
Ma i soldi sono soldi.. non importa quanta pietà schifo e compassione faccia il tuo titolo, l’importante è vendere (qualcuno ha detto Call of Duty?).. ed inesorabilmente il retrogusto va a farsi fottere, insieme al piacevole ricordo di un gioco che non avremmo mai voluto rigiocare nei giorni nostri..

Ma la cosa che veramente fa rabbia, è che basterebbe poco per tirarne fuori un capolavoro.. Case meno prestigiose come la Respawn Interactive hanno tirato fuori di recente un capolavoro come TitanFall, un gioco che se ha difetti, non sono di certo nel gameplay e nella struttura del gioco.. Ma no, una software house del calibro della Bethesda tira fuori una ciofeca come Wolfenstein: the new order, un gioco che sto continuando a giocare solo perchè mancano ancora 5 giorni all’uscita di Watch Dogs e perchè sto per finire per la terza volta Dark Souls 2 ed inizia ad annoiarmi..

Peccato davvero per quanto realizzato, in quanto le basi per una storia ad effetto c’erano.. In Wolfenstein, come già visto nei precedenti capitoli, viene narrata a suon di fucilate una seconda guerra mondiale ben diversa dalla realtà, con il nazismo che trionfa e conquista, sperimenta e domina.. In questo capitolo la trama si pone a fine conflitto, con la germania nazista appunto vincitrice su tutti, con New York devastata, scenari apocalittici e con una nuova tecnologia robotica ottenuta dopo l’allunaggio (WTF???) avvenuto per mano appunto dei nazisti.

Nei panni del solito capitan Blazkowicz, un militare americano di origini polacche, ci si troverà a combattere tutto ciò che si muove, il tutto con una ripetitività e facilità disarmante, per arrivare a sconfiggere i Nazisti dall’interno delle loro roccaforti dichiarate impenetrabili, che poi cadono come pere cotte grazie all’incursione di un solo soldato.
Dopo una sola ora di gioco si inizia ad essere pervasi dalla noia, tutto troppo lineare, praticamente su binari, tutto troppo semplice, nonostante la difficoltà impostata a 4su5, tutto troppo scontato..

Wolfenstein è stato un bel gioco del 1992.. Wolfenstein 3D è stata una svolta tecnico/grafica nel 1998, ma la storyline non aveva convinto molto.. questo Wolfenstein: the new order non ha invece nulla che non sia già stato visto mille volte.. Gameplay fin troppo banale in stile COD 3 (e gli sto facendo un complimento), storyline piatta e terribilmente ripetitiva, grafica di almeno 5 anni fa, sonoro mediocre e privo di profondità e dettaglio.

Come piace definirlo a noi sto gioco è unaverammmerda®, mi auguro che la Bethesda si stia concentrando su Fallout4 ed è per quello che Wolfenstein sia riuscito così male.. se mi rovinano anche la saga di Fallout mi girano i cosiddetti!!
Voto 4/10

Fondatore di SoulGuild. Amante di Videogames di ogni tipologia e possessore di ogni genere di console dal primo MSX a quelle contemporanee. Recensore in ambito Switch, PC, PS4 ed esclusivo per XboxOne.

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